
Questa è la storia del compagno Romeo
che non sapeva stare in corteo
ad ogni carica della polizia
cadeva, inciampava e diventava rosso
perché s’era fatto la molotov addosso
perdeva gli occhiali
restava staccato
sbagliava gli slogan
cantava stonato
se dava una mano
a far barricate
restava ogni volta
con le mani incastrate
se partecipava
agli espropri nei bar
soltanto cedrata
riusciva ad espropriar
in quanto alle bottiglie
per uso militare
tutte nella sua macchina
gliele facean portare
(per cui la sua seicento
nei giorni duri e belli
sembra l’enoteca
di Luigi Veronelli)
e una volta, guidando
sul luogo della lotta
tamponò una Mercedes
e fece Piedigrotta
giunto, tra i candelotti
fitti da fa paura
vide venirgli accanto
nel fumo una figura
compagno! Gli gridò
passami il sampietrino
e innanzi si trovò
l’appuntato Padalino
seguì colluttazione
con scambio di pappine
Romeo dentro ad un portone
riuscì a scappare infine
ed eccoli gli agenti
che attaccano il corteo
con un pavè tra i denti
si lancia il buon Romeo
bang! E il sasso vola
a colpire un gippone
bang! Ed un altro sasso
tira con precisione
s’ode un grido! Romeo
l’hai fatta proprio bella
ha preso nella testa il povero Pannella
lo chiama il capitano
del plotone autonomia
Romeo sei un disastro
è meglio se vai via
Romeo piangente e mesto
tornò a casa e abbozzò
entrò nel Manifesto
e più non ci pensò
ma se sotto al balcone
vede sfilar gli armati
gli viene il lacrimone
per i tempi passati
e per sfogarsi un po’
quando nessuno lo sente
sfascia una macchinina
presa alla Rinascente
Questa è la storia del compagno Romeo
che non sapeva stare in corteo.















2 Commenti
Giugno 16, 2008 alle 1:32 pm
Mi vuoi proprio far commuovere.
Questa foto mi ha sempre fatto venire la pelle d’oca,
per noi, vittime di dejà-vu, non è semplice affrontare queste cose.
Giugno 16, 2008 alle 1:33 pm
Il compagno Romeo, se ricordi bene, era del circolo Bergnazzi 45!
ma lo so che ricordi bene, compagna Biltelli