
Incatenarono la sua bocca
legarono le sue mani
alla roccia della morte
e dissero: “sei un assassino”.
Gli tolsero il cibo, gli abiti, le bandiere
lo gettarono nella cella dei morti
e dissero: “sei un ladro”.
Lo rifiutarono in tutti i porti
portarono via la sua piccola amata
e dissero: “sei un profugo”.
Oh tu, dagli occhi e le mani sanguinanti!
la notte è effimera,
ne la camera dell’arresto
ne gli anelli delle catene sono permanenti.
Nerone è morto, ma Roma no,
lotta persino con gli occhi!
e i chicchi di una spiga morente
riempiranno la valle di grano.
Un saluto alla voce più bella di Palestina
A Mahmud Darwish

Yasser Arafat, Mahmud Darwish, George Abash nel 1970.














