Mi sembra particolarmente interessante la curiosità di Sanguineti verso le donne;
ed è immediata la sensazione, mentre si legge e si sorride, dello sconfinato attaccamento
per la sua (unica, o così pare) compagna di vita.
Mikrokosmos regala sorprese e grandi risate, almeno le mie

2.
siamo una doppia coppia, all’asso di cuori:
così si dice ( e si diceva) e dico:
in prima istanza, siamo due ricami: ti sfioro, azzurro, appena con la destra:
(la sinistra, sull’anca, mi fa un’ansa): non ho una testa, ma un preservativo, a tronco
di cono, che è come un pesce plissettato e rugoso: (e ho una flanella da vegliardo): e tu
sei nera nera, voluttuosa, la coscia rigonfiata, ridondante, lavorata di bianco, con minimi
piedini incrocicchiati, a punto croce:
nella seconda stazione, io ti vedo invece,
che ti reclini il capo (che è nuvoloso, che ti sta tra le nuvole, nuvoletta mia dolce,
cielo mio): (sono la sagoma tua, sagoma mia): ci stanno, dentro, due tavoloni sgomberati,
in noi: ci è stata fatta una piazza pulita:
siamo clessidre, con la sabbia in fondo:
da Cose 1996-2001

6.
se mi stacco da te, mi strappo tutto:
ma il mio meglio (o il mio peggio)
ti rimane attaccato, appiccicoso, come un miele, una colla, un olio denso:
ritorno in me, quando ritorno in te: (e mi ritrovo i pollici e i polmoni):
tra poco atterro a Madrid:
(in coda qui all’aereo, selezionati miei connazionali,
gente d’affari, dicono numeri e numeri, mentre bevono e fumano, eccitati,
agitatamente ridendo):
vivo ancora per te, se vivo ancora:
da Corollario 1992-1996
8.
da che cosa (mi chiedo) mi cerco che mi scappo, così scappando, galoppando, sempre?
da me, lo so: (dal mio essere morto): (un molle morto): (scappo da una mia mala morte):
(che non è mica che mi insegue, poi): (e che non è che mi sta già alle spalle, adesso,
probabilmente, nemmeno):
scappo dalla mia vita (da te, cioè, che sei la mia vita):
(se tutto questo ha così poco senso, che farci, allora?): scappo in me, scappo in te:
nel mondo tuo, nel mio: (io che ho pensato, persino, una volta, che, dalla vita ho avuto
tutto, avendo avuto te):
quando si arriva, c’è un grido: si dice tana: (è la fine, sul serio):
da Cose 1996-2001


































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