Piccoli annunci – W.Szymborska

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CHIUNQUE sappia dove sia finita

la compassione (immaginazione del cuore)

- si faccia avanti! Si faccia avanti!

Lo canti a voce spiegata

e danzi come un folle

gioendo sotto l’esile betulla,

sempre pronta al pianto.

INSEGNO il silenzio

in tutte le lingue

mediante l’osservazione del cielo stellato,

delle mandibole del Sinanthropus,

del salto della cavalletta,

delle unghie del neonato,

del placton,

d’un fiocco di neve.

RIPRISTINO l’amore.

Attenzione! Offerta speciale!

Siete distesi sull’erba

del giugno scorso immersi nel sole

mentre il vento danza

(quello che in giugno

guidava il ballo dei vostri capelli).

Scrivere a: Sogno.

SI CERCA persona qualificata

per piangere

i vecchi che muoiono

negli ospizi. Si prega

di candidarsi senza certificati

e offerte scritte.

I documenti saranno stracciati

senza darne ricevuta.

DELLE PROMESSE del mio sposo,

che vi ha ingannato con i colori

del mondo popoloso, il suo brusio,

il canto alla finestra, il cane fuori:

che mai resterete soli

nl buio e nel silenzio tutt’intorno

- non posso rispondere io.

La Notte, vedova del Giorno.

(da Appello allo Yeti)

Ciao Wislawa, il libro degli eventi è sempre aperto a metà.

Che sso li fiumi! – G.Belli

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Passeggiavo con un amico sul Lungotevere e ci siamo imbattuti in questo bel sonetto “Il nuoto”. Di poesie sul fiume di Roma ce ne sono tante, specialmente sull’inganno che porta con sè il Biondo: dapprima placido, sornione, lento, poi improvvisamente c’è un mulinello, un imprevisto, una corrente qualcosa che si sottovaluta e alla fine ti porta via, ti spazza via. La canzone Er barcarolo ce lo racconta, attraverso una storia d’amore finita tragicamente. Anche il Belli lo fa con la storia del povero Cocco Sferra, bravo nuotatore inghiottito, chissà perchè e come, dall’acqua del fiume traditore. Grazie al mio amico A. per la foto e per il testo del sonetto. Buona lettura.

Er noto da Sonetti

Sai? Lo sposo de Mea la lavannara,

Cocco Sferra, quer bravo notatore,

proprio mò sto fiumaccio traditore

je l’ha ffatta tra er Passo e la Leggnara.

Chi ddisce che in ner roppe la fiumara

je pozzi esse arrivato er zangue ar core:

chi ddisce un capoggiro, chi un tremore,

e cchi disce pe ffa troppa caggnara.

Sii l’una o l’antra, o cquarche granchio, oppuro

ch’er fiume j’abbi fatto mulinello,

fatt’è cche s’è affogato de sicuro.

Com’è ito a ffinì, povero Sferra!

Che ssò li fiumi! Disce bbene quello:

loda lo mare e attacchete a la terra.

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