Inedito Jack London – da Satisfiction


TELIC ACTION & COLLECTIVE STUPIDITY
L’AZIONE EFFICACE E LA STUPIDITA’ COLLETTIVA

New York presenta uno dei più meravigliosi paradossi umani: la città è il ritratto delle meravigliose conquiste dell’uomo ma anche della sua monumentale stupidità. E’ un’avventura di natura colossale, tale da far scomparire qualsiasi altra avventura del vecchio mondo dal quale discendiamo -un abbaglio così colossale che Babilonia o Roma non reggono il confronto. Ad un primo sguardo, sembra che l’allegra, cruda stupidità aumenti in maniera direttamente proporzionale alla saggezza. Insomma: pare che più l’uomo diventa ragionevole, più la sua stoltezza cresca.
Prendiamo il caso di New York. La grande metropolitana e gli slanciati grattacieli alti sino alle nuvole dimostrano che le conquiste ingegneristiche di questa città sono così notevoli da non trovare paragoni nella storia del pianeta. Ti puoi mettere comodo e senza affaticare le gambe ti spediscono da un posto all’altro stando sotto terra, sulla terra e sopra la terra. E poi c’è l’ascensore. Come dice Gerald Stanlee, è il meccanismo democratico che concede il privilegio a chiunque di stare come al primo piano anche anche se sei al ventesimo.
Per farla breve: a New York puoi trovare la più perfetta delle innumerevoli invenzioni che l’uomo ha escogitato per aiutare se stesso nella ricerca della felicità. Ma proprio qui, dove la ricerca della felicità ha avuto il beneficio della più grande espressione dell’intelligenza umana, trovi una prodigiosa quantità di felicità e un altrettanto prodigiosa quantità di infelicità.
Centinania di migliaia di persone affollano interi distretti urlanti di strade popolari: il fetore di quesgli esseri è un’offesa contro i cieli ma anche contro le narici dei loro più fortunati concittadini. La vita e il traffico sono talmente congestionati da provocare sofferenze incalcolabili, attriti e conseguenti perdite di tempo e forza nervosa: intanto però, male e dolorose visioni abbondano.
La splendida organizzazione aziendale di tante industrie è controbilanciata dall’arcinota idiozia dell’organizzazione politica; la felicità e le comodità della Fifth Avenue dall’infelicità e dal dispiacere provocato dall’East Side; la velocità e la facilità con cui si possono raggiungere tanti luoghi, dalle distanze assurde tra gli stessi luoghi che sono ridicolmente esagerati in quantità; la facilità con cui si può godere di tante cose, dall’inabilità di fermarsi il tempo necessario per goderne veramente. In queste parole, un’entità intelligente di un altro pianeta penserebbe che questa metropoli gigantesca è un enorme conglomerato di demenza disseminata a casaccio da barlumi di razionalità.
Ad una analisi più attenta l’entità intelligente di un altro pianeta troverebbe il bandolo della matassa e dove lo troverebbe? Proprio nella diversità tra le azioni compiute dall’uomo quando è individuo e le azioni dell’uomo nella massa. In altre parole, l’individuo è capace di azioni efficaci e infatti le porta a termine adattando il proprio modo di agire in funzione degli obiettivi che si pone a lungo termine: questa è una cosa che la società non fa mai.
Un esempio. Il giovane che sceglie di dotarsi di un’istruzione completa lo fa affinchè la suddetta istruzione sia fatta su misura per lui, cosichè in un futuro remoto, sarà in grado di raccoglierne il frutto sottoforma di profitto e felicità. Questo gli permetterà di ottenere il massimo dalla proprioavita. Tutti gli esseri veramente intelligenti orientano la proprio vita seguendo questo modello; due, tre individui o un certo numero di individui possono organizzare un’azienda o una corporazione portando a termine collettivamente azioni efficaci; ma tutti gli individui di una società agglomerati in una massa, dimostrano di essere incapaci di un’azione efficace.
E dunque: la costruzione della metropolitana è l’azione efficace compiuta da chi l’ha progettata; ma la metropolitana è necessaria a causa della stoltezza collettiva della massa che dovrà trarne vantaggio: se questa massa fosse stata collettivamente evoluta, avrebbe organizzato le proprie faccende in modo tale da prevenire la congestione di New York -rendendo dunque inutile la costruzione della metropolitana.
Ecco com’è possibile comprendere il paradosso di New York- che poi è il paradosso della società e il paradosso della massa. Possiamo solo concludere che noi, in quanto creature ragionanti siamo, siamo nella stessa misura, singolarmente evoluti e collettivamente stolti. Ma possiamo trarne un’ulteriore conclusione dagli avvenimenti della nostra storia: la tendenza del nostro sviluppo va verso una crescente evoluzione collettiva, in modo da arrivare ad essere evoluti a livello collettivo quanto lo siamo già a livello individuale. E’ la verità alla base del concetto stesso di democrazia: ed è l’incapacità di comprendere questa verità a essere soprattutto responsabile del fatto che la democrazia, sinora, sia esistita invano e in un certo senso non abbia dato alcun frutto.

Traduzione di Davide Sapienza.
dalla rivista Satisfiction

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