Majakovskij – Tre poesie


Tre poesie del grande Majak: lingua tagliente, versi sarcastici e orgogliosi.
Queste le potete trovare in A piena voce, edizione Mondadori.
L’amore di Vladimir per la sua terra è,
come essa stessa, sconfinato.
Attinge ed è figlio della cultura della grande Rus’, eppure la scardina, la sconfessa, la deride.
Fonda una nuova cultura e si mette al servizio della Rivoluzione intesa come futuro del mondo. Ma non solo.
Giovanna Spendel nell’introduzione a questo testo sostiene infatti:
Egli non fu soltanto uno fra gli iniziatori della “rivoluzione futurista” e fra i primi rappresentanti della nuova intelligencija a dare la sua entusiastica adesione alla rivoluzione politica che di lì a pochi anni l’avrebbe seguita; ma nel suo agire concreto si propose, nello stesso tempo, quasi come modello di intellettuale di quella società diversa in cui avrebbero dovuto attuarsi i propositi ideali del comunismo: un intellettuale al servizio (oltre che delle proprie personali ambizioni) anche della società civile con l’espletamento di un suo specifico mandato pubblico[…]


Fa sorridere l’ultima…un amore futurista!


Ancora Pietroburgo

Negli orecchi i frantumi di un accaldato ballo
e dal Nord – più canuta della neve- una nebbia
dal volto di cannibale assetato di sangue
masticava gli insipidi passanti.

Le ore incombevano come un volgare insulto,
incombono le cinque e sono poi
le sei – ci sta a guardare dal cielo una canaglia
maestosamente come un Lev Tolstoj.
(1914)

Congedo

In auto,
cambiato l’ultimo franco.
“A che ora parte il treno per Marsiglia?”
Parigi fugge accompagnandomi
in tutta la sua bellezza impossibile.
Sali
agli occhi,
fanghiglia del distacco,
schianta
Il mio cuore
con la sentimentalità!
Io vorrei
vivere
e morire a Parigi,
se non ci fosse
la terra che ha nome
Moskvà.

Marina da guerra in amore

Van sui mari scherzando in crociera
il torpediniero e la torpediniera.

E come la vespa s’attacca col miele,
così la torpediniera fedele.

E per il torpediniero, infinita
è la felicità della vita.

Ma li scoprì con gli occhiali sul naso
un riflettore pedante, per caso.

Una sirena fece la spia,
denunziandone a tutti la scia.

Fuggì via la torpediniera,
come al ventodella bufera.

Ma il torpediniero ormai stanco,
poverino, fu colto nel fianco.

Sull’oceano ora va la preghiera
della vedova torpediniera.

Dava forse agli uomini noia
quella loro semplice gioia?
(1915)

One Comment Add yours

  1. Ernesto Scura scrive:

    Anche i geni possono vivere momenti da coglioni.
    In omaggio al materialismo sovietico Majakovkij ha dovuto spiritualizzare
    due ferri vecchi infondendovi un pathos da vispa teresa.
    Probabilmente l’operazione non ha dato i risultati sperati dal pcus.
    Possiamo capire perchè è stato….suicidato.

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