Franco Fortini – Foglio di via


Manifesti

Mio popolo canaglia
rotto di cento piaghe
mio popolo assassino
mia vergogna

Dunque ora bisogna
non esser più soli
non aspettare più
non avere più paura

Popolo di dolore
la bocca più impura
può offrire l’amore
più forte

Mio popolo di morte
la mano più ferita
può dare la misura
più giusta.

*

In via nicola piccinni
a una grata d’officina
c’è una bandiera rossa
ricordo dell’insurrezione

Sui muri c’è scritto a morte
ripetiamola questa parola
questa pietà alla gola
una volta si romperà

A quest’ora scende il corso
madre nostra maschra gialla
dipinta la troia Italia
dalle unghie alle caverne.

Strofe

E il caro sorriso delle donne
passate sui fiumi stranieri
o nei giardini leggeri gli sguardi
degli ignoti noi li ricorderemo

Quando sarà tardi e si sarà
chiusa la storia, avuta un’unica vita.
Ma chi chiederà più, chi vorrà ancora
di più dalla memoria? O mie compagne
laggiù con le serate
di lontane città rosse di duomi
dove siete passate,
ricordi della terra, scenderemo.

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