Volo come si deve…(Wislawa Szymborska)


Dopo giorni silenzio eccomi di nuovo. Ma non sono stata con le mani in mano: tante piccole novità e molte letture.

Riprendo le redini di questo blog con una grande poetessa polacca, Premio Nobel per la Letteratura 1996.

Sono tre poesie tratte da una notevole raccolta de Gli Adelphi (qui sotto la copertina) arrivata alla terza edizione italiana si chiama La gioia di scrivere. E la Szymborska ne ha davvero tanta, possiede una sensibilità non comune e un umorismo intelligente, pieno di giochi di parole.

Davvero le parole servono a poco per descriverla, le lascio a lei che sa usarle con uno stile più appropriato, più gustoso, più articolato, mai banale…eppure così semplice. Buona lettura.

Elogio dei sogni

In sogno

dipingo come Vermeer.

Parlo correntemente il greco

e non soltanto con vivi.

Guido l’automobile,

che mi obbedisce.

Ho talento,

scrivo grandi poemi.

Odo voci

non peggio di autorevoli santi.

Sareste sbalorditi

dal mio virtuosismo al pianoforte.

Volo come si deve,

ossia da sola.

Cadendo da un tetto

so cadere dolcemente sul verde.

Non ho difficoltà

a respirare sott’acqua.

Non mi lamento:

sono riuscita a trovare l’Atlantide.

Mi rallegro di sapermi sempre svegliare

prima di morire.

Non appena scoppia una guerra

mi giro sul fianco preferito.

Sono, ma non devo

esserlo, una figlia del secolo.

Qualche anno fa

ho visto due soli.

E l’altro ieri un pinguino.

Con la massima chiarezza.

da Ogni caso

***

La cipolla

La cipolla è un’altra cosa.

Interiora non ne ha.

Completamente cipolla

fino alla cipollità.

Cipolluta di fuori,

cipollosa fino al cuore,

potrebbe guardarsi dentro

senza provare timore.

 

In noi ignoto e selve

di pelle appena coperti,

interni d’inferno,

violenta anatomia,

ma nella cipolla – cipolla,

non visceri ritorti.

Lei più e più volte nuda,

fin nel fondo e così via.

 

Coerente è la cipolla,

riuscita è la cipolla.

Nell’una ecco sta l’altra,

nella maggiore la minore,

nella seguente la successiva,

cioè la terza e la quarta.

Una centripeta fuga.

Un’eco in coro composta.

 

La cipolla, d’accordo:

il più bel ventre del mondo.

A propria lode di aureole

da sè si avvolge in tondo.

In noi – grasso, nervi, vene,

muchi e secrezione.

E a noi resta negata

l’idiozia della perfezione.

da Grande numero

***

Contributo alla statistica

Su cento persone:

che ne sanno sempre più degli altri

-cinquantadue;

insicuri a ogni passo

– quasi tutti gli altri;

pronti ad aiutare,

purchè la cosa non duri molto

– be quarantanove;

buoni sempre,

perchè non sanno fare altrimenti

– quattro, be’ forse cinque;

propensi ad ammirare senza invidia

– diciotto;

viventi con la continua paura

di qualcuno o qualcosa

– settantasette;

dotati per la felicità,

– al massimo poco più di venti;

innocui singolarmente,

che imbarbariscono nella folla

– di sicuro più della metà;

crudeli,

se costretti dalle circostanze

– è meglio non saperlo

neppure approssimativamente;

quelli col senno di poi

– non molti di più

di quelli col senno di prima;

che dalla vitaprendono solo cose

– quaranta,

anche se vorrei sbagliarmi;

ripiegati, dolenti

e senza torcia nel buio

– ottantatrè

prima o poi;

degni di compassione

-novantanove;

mortali

– cento su cento.

Numero al momento invariato.

da Attimo

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