Monologo per Cassandra – W.Szymborska


Su Cassandra avevo citato in precedenza Christa Wolf con La prova del dolore e Polissena e Pantoo.

Non ho potuto fare a meno di ricorrere anche a Wislawa, perchè coglie uno sguardo disincantato, cinico e duro. La sconfitta.

Nella Wolf prevaleva più l’orgoglio e un rancore indelebile.

Sono io, Cassandra.

E questa è la mia città sotto le ceneri.

E questi i miei nastri e la verga del profeta.

E questa è la mia testa piena di dubbi.

 

E’ vero, sto trionfando.

I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.

Solamente i profeti inscoltati

godono di simili viste.

Solo quelli partiti con il piede sbagliato,

e tutto potè compiersi tanto in fretta

come se mai fossero esistiti.

 

Ora rammento con chiarezza:

la gente al vedermi si fermava a metà.

Le risate morivano.

Le mani si scioglievano.

I bambini correvano dalle madri.

Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.

E quella canzoncina sulla foglia verde –

nessuno la finiva in mia presenza.

 

Li amavo.

Ma dall’alto.

Da sopra la vita.

Dal futuro. Dove è sempre vuoto

e nulla è più facile che vedere la morte.

Mi spiace che la mia voce fosse dura.

Guardatevi dall’alto delle stelle – gridavo-

guardatevi dall’alto delle stelle.

Sentivano e abbassavano gli occhi.

 

Vivevano nella vita.

Permeati da un grande vento.

Con sorti già decise.

Fin dalla nascita in corpi da commiato.

Ma ‘era in loro un’umida speranza,

una fiammella nutrita del proprio luccichio.

Loro sapevano cos’è davvero un istante,

oh, almeno uno, uno qualunque

prima di-

 

E’andata come dicevo io.

Solo che non ne viene nulla.

E questa è la mia veste bruciacchiata.

E questo è il mio ciarpame di profeta.

E questo il mio visto stravolto.

un viso che sapeva di poter essere bello.

 

(da La gioia di scrivere, Gli Adelphi)

One Comment Add yours

  1. lordbad scrive:

    Bel blog e bel post davvero =)

    Torniamo a riflettere oggi (e non solo oggi) sulla questione della mutilazione genitale femminile.

    Il corpo di una dea va rispettato.

    La peggiore mutilazione è quella dell’anima, perché per quella non c’è protesi.

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro blog:

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/06/mutilazioni/

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