Se scuoti la bottiglia sgrenoluta risorgono megoni e gastrifèmi – F.Maraini


Bottiglie

Non siamo tutti simili a bottiglie

ripiene di ricordi e cronicaglie?

Bistròccoli, fruschelli, filaccetti

ricolmano le pance trasparine,

fanfàggini, birìdilli, nulletti

s’asserpano in ghirlande cilestrine…

Se scuoti la bottiglia sgrenoluta

risorgono megoni e gastrifèmi,

rispuntano tra mèmmola grognuta

nascosti vercigogni e schifilemi.

Talvolta vedi invece lumigenti

mirìagoli, trigèridi, fernuschi,

e piangi su gavati struggimenti

finiti coi patassi tra i rifiuschi.

Non tornano a riviverle le facce

d’amici e d’amorilli luscherosi?

Risplodono le voci, le morcacce

d’incontri cuspidali e trucidiosi!

Poi un giorno la bottiglia si tracassa,

il vetro si sbirèngola nel sole

in croccherucci verdi, in patafrassa,

tra l’erbe cucche e cionche di pagliòle.

Ahi dove sono allora i gaviretti,

i nobili tracordi, i rimembrilli,

i càccheri, gli smèrmidi, i frulletti,

i mòrfani, gli sghèfani gentili?

Sdrafànico mistero di bottiglia

bottiglia di sdrafànico mistero.

(da Gnòsi delle fanfole)

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