Che sso li fiumi! – G.Belli


Passeggiavo con un amico sul Lungotevere e ci siamo imbattuti in questo bel sonetto “Il nuoto”. Di poesie sul fiume di Roma ce ne sono tante, specialmente sull’inganno che porta con sè il Biondo: dapprima placido, sornione, lento, poi improvvisamente c’è un mulinello, un imprevisto, una corrente qualcosa che si sottovaluta e alla fine ti porta via, ti spazza via. La canzone Er barcarolo ce lo racconta, attraverso una storia d’amore finita tragicamente. Anche il Belli lo fa con la storia del povero Cocco Sferra, bravo nuotatore inghiottito, chissà perchè e come, dall’acqua del fiume traditore. Grazie al mio amico A. per la foto e per il testo del sonetto. Buona lettura.

Er noto da Sonetti

Sai? Lo sposo de Mea la lavannara,

Cocco Sferra, quer bravo notatore,

proprio mò sto fiumaccio traditore

je l’ha ffatta tra er Passo e la Leggnara.

Chi ddisce che in ner roppe la fiumara

je pozzi esse arrivato er zangue ar core:

chi ddisce un capoggiro, chi un tremore,

e cchi disce pe ffa troppa caggnara.

Sii l’una o l’antra, o cquarche granchio, oppuro

ch’er fiume j’abbi fatto mulinello,

fatt’è cche s’è affogato de sicuro.

Com’è ito a ffinì, povero Sferra!

Che ssò li fiumi! Disce bbene quello:

loda lo mare e attacchete a la terra.

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