Siamo tutti politici (e animali) – E.Sanguineti

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Siamo tutti politici (e animali):
premesso questo, posso dirti che
odio i politici odiosi: (e ti risparmio anche soltanto un parco abbozzo di catalogo
esemplificativo e ragionato): (puoi sceglierti da te cognomi e nomi, e sparare
nel mucchio): (e sceglierti i perché, caso per caso)
ma, per semplificare, ti aggiungo che, se è vero che,
per me (come dico e ridico) è politica tutto,
a questo mondo, non è poi tutto, invece, la politica: (e questo mi definisce,
sempre per me, i politici odiosi, e il mio perché:
amo, così, quella grande politica
che è viva nei gesti della vita quotidiana, nelle parole quotidiane
(come ciao, pane, fica, grazie mille): (come quelle che ti trovi graffite dentro i cessi,
spraiate sopra i muri, tra uno slogan e un altro, abbasso, viva):
(e poi, lo so che non si dice, ma, alla fine, mi sono odiosi e uomini e animali):

1948 – N.Hikmet

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In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

Acrobata – E.Sanguineti

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acrobata (s. m.) è chi cammina tutto in punta (di piedi): (tale, almeno, è per l’etimo): poi procede, però, naturalmente, tutto in punta di dita, anche, di mani (e in punta di forchetta): e sopra la sua testa: (e sopra i chiodi, fachireggiando e funamboleggiando): (e sopra i fili tesi tra due case, per le strade e le piazze: dentro un trapezio, in un circo, in un cerchio, sopra un cielo): volteggia su due canne, flessibilmente, infilzate in due bicchieri, in due scarpe, in due guanti: (dentro il fumo, nell’aria): pneumatico e somatico, dentro il vuoto pneumatico: (dentro pneumatici plastici, dentro botti e bottiglie): e salta mortalmente: e mortalmente (e moralmente) ruota: (così mi ruoto e salto, io nel tuo cuore)

da Microcosmos

Piccoli annunci – W.Szymborska

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CHIUNQUE sappia dove sia finita

la compassione (immaginazione del cuore)

- si faccia avanti! Si faccia avanti!

Lo canti a voce spiegata

e danzi come un folle

gioendo sotto l’esile betulla,

sempre pronta al pianto.

INSEGNO il silenzio

in tutte le lingue

mediante l’osservazione del cielo stellato,

delle mandibole del Sinanthropus,

del salto della cavalletta,

delle unghie del neonato,

del placton,

d’un fiocco di neve.

RIPRISTINO l’amore.

Attenzione! Offerta speciale!

Siete distesi sull’erba

del giugno scorso immersi nel sole

mentre il vento danza

(quello che in giugno

guidava il ballo dei vostri capelli).

Scrivere a: Sogno.

SI CERCA persona qualificata

per piangere

i vecchi che muoiono

negli ospizi. Si prega

di candidarsi senza certificati

e offerte scritte.

I documenti saranno stracciati

senza darne ricevuta.

DELLE PROMESSE del mio sposo,

che vi ha ingannato con i colori

del mondo popoloso, il suo brusio,

il canto alla finestra, il cane fuori:

che mai resterete soli

nl buio e nel silenzio tutt’intorno

- non posso rispondere io.

La Notte, vedova del Giorno.

(da Appello allo Yeti)

Ciao Wislawa, il libro degli eventi è sempre aperto a metà.

Che sso li fiumi! – G.Belli

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Passeggiavo con un amico sul Lungotevere e ci siamo imbattuti in questo bel sonetto “Il nuoto”. Di poesie sul fiume di Roma ce ne sono tante, specialmente sull’inganno che porta con sè il Biondo: dapprima placido, sornione, lento, poi improvvisamente c’è un mulinello, un imprevisto, una corrente qualcosa che si sottovaluta e alla fine ti porta via, ti spazza via. La canzone Er barcarolo ce lo racconta, attraverso una storia d’amore finita tragicamente. Anche il Belli lo fa con la storia del povero Cocco Sferra, bravo nuotatore inghiottito, chissà perchè e come, dall’acqua del fiume traditore. Grazie al mio amico A. per la foto e per il testo del sonetto. Buona lettura.

Er noto da Sonetti

Sai? Lo sposo de Mea la lavannara,

Cocco Sferra, quer bravo notatore,

proprio mò sto fiumaccio traditore

je l’ha ffatta tra er Passo e la Leggnara.

Chi ddisce che in ner roppe la fiumara

je pozzi esse arrivato er zangue ar core:

chi ddisce un capoggiro, chi un tremore,

e cchi disce pe ffa troppa caggnara.

Sii l’una o l’antra, o cquarche granchio, oppuro

ch’er fiume j’abbi fatto mulinello,

fatt’è cche s’è affogato de sicuro.

Com’è ito a ffinì, povero Sferra!

Che ssò li fiumi! Disce bbene quello:

loda lo mare e attacchete a la terra.

Scampoli

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Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.

Sylvia Plath, Diari

2011 in review

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The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 28.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 10 sold-out performances for that many people to see it.

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